Impronte Poetiche
Seminiamo Polline Poetico nel Mondo
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Silvia Raccichini

da Impronte Poetiche 12/06/2026
scritto da Impronte Poetiche
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Silvia Raccichini, nata a Fermo nel 1978, attualmente è docente di ruolo presso una scuola secondaria di primo grado del Comune di Fermo. Ha vissuto per molti anni a Fiumicino (RM). Pubblica la sua prima raccolta poetica “Uno” nel 2003 con l’Associazione Culturale “L’arca dei folli” di Cupra Marittima (AP) con cui ha collaborato anche per la realizzazione di eventi culturali. Alcune sue poesie sono state inserite in diverse antologie poetiche. Ha curato l’organizzazione di alcune manifestazioni artistiche per creare un dialogo tra versi, note e immagini. Negli ultimi anni si è accostata al mondo dello Yoga e della meditazione che rappresentano una parte fondamentale della propria crescita spirituale e umana conseguendo le seguenti qualifiche:

  • ottobre 2018: qualifica di Insegnante di Kundalini Yoga – Ikita Italia (corso di formazione 220 ore)
  • aprile 2022: qualifica di Insegnante per bambini e adolescenti (corso di formazione 100 ore)
  • febbraio 2024: qualifica di Insegnante di Hatha Tantra Yoga e operatore massaggio ayurvedico (corso di formazione 250 ore)

Nel giugno del 2024 pubblica il libro di poesie “Parole di contorno” con il gruppo Santelli Editore. Da quei testi poetici nascono eventi che legano la poesia alle pratiche Yoga (meditazione, respirazione e Asana): la poesia e la meditazione hanno origine da un silenzio, da uno spazio vuoto che si apre all’ascolto di sé, delle proprie emozioni e della propria anima. Ogni scritto ruota intorno ai temi dell’identità, dell’inclusione, dell’unicità di ogni forma di diversità per creare un ponte verso un ideale di società basato sulla condivisione, il rispetto, la fiducia e la collaborazione professionale e umana.

SAUDADE

Andare nel mare
tornare a guardare
impermanente
il tempo.
Stare nello spazio,
come un’onda
danzare il respiro.
Cadere nella cruna
del cielo e sentire
la terra strozzare
un ricordo. Cadere
come un’onda dove
un’ombra precipita
luce.
Sono qui
Altrove
Come una ferita
scavata nell’infinito

VICINANZA

Come un’onda si ritrae
il giorno. Avanza.
Inciampa nell’iride
del mare. Tu ascolta
come lo sguardo
fragile racconta
dell’anima il canto,
un silenzio cristallo.
Come un fiore si apre
il cuore. Si espande.
Si contrae. Tu afferra
la voce che cerca
del cielo il respiro.
Come un gabbiano plana
una parola. Scuote.
Si scioglie come
una carezza. Tu stringi
nel silenzio le mie dita.
Ogni strada ci svela
un barlume d’infinito.

MADRE TERRA

Sul tuo dorso cade la pelle,
danza nel verde il respiro
mentre azzurre le cime
nel mare precipitano
come eco di un canto
che incanta il manto
ferito del mondo.
Come un’antica melodia,
il tuo divenire sono rami
che crescono alti
fin dove gli occhi
non hanno paura di guardare.
Eppure, noi la schiena bassa
lo sguardo si inchina
non a chiedere perdono
ma a lottare soli
contro un dolore
sordo e indifferente
alle mani della gente.
Eppure, noi camminiamo stanchi
senza avanzare un abbraccio
schivando parole
tradendo silenzi
Noi tutti dovremmo forse
levare la testa
scoprirci negli occhi
e imparare ad amare
la paura che ci separa.
Siamo ognuno nel cuore dell’altro,
un passo più in là della storia
un piede nel nostro presente.
Siamo niente se non oltre
il limite che ci impone la mente.

LUNA ROSSA

Nella penombra, il vespro
scende sul dorso
del giorno.
Dolci le stelle danzano
come onde che tutto sanno
ma presto il loro moto
devono dimenticare
perché sentire
spesso è come un tremore,
una carezza del vento,
un abbraccio che brucia
come uno schiaffo.
Senti come cade la sera?
Rossa all’orizzonte, sul filo
in equilibrio tra cuore e mente
si affaccia la Luna, sgomenta
e nuda, fulgida nel suo
amplesso di luci e ombre.
Nel silenzio che tutto parla
si alza un vento leggero,
le dita affusolate tra terra e cielo
scavano domande
affondano nel mistero,
si sollevano oltre lo sguardo.
Il carnato celeste scorre
come un fiume verso il velo
di un respiro.

Tutto scorre per non morire davvero

12/06/2026 0 commenti
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Luca Pezza

da Impronte Poetiche 12/06/2026
scritto da Impronte Poetiche
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Luca Pezza, 62 anni, sono nato a Torino ma da sempre residente tra Milano prima e Sesto San Giovanni poi, sposato con un figlio di 20 e una famiglia allargata piuttosto numerosa, da 36 anni impiegato prima e quadro poi, ma sempre con mansioni di viaggiatore, in una azienda multinazionale. Scrivo quindi quando posso, nel mio tortuoso percorso un mio testo (Invece) è apparso nei Quaderni della Rinascita-Poesia, antologia messa in rete da Italia Poetica (www.italiapoetica.it)  nel corso del 2020, Entanglement Ambienti di strada e La scia che era mia, nella rubrica La Bottega di poesia de La Repubblica Milano, curata da Maurizio Cucchi, tra il 2020 e il 2022, Facce ribelli ha ricevuto il Premio Speciale della Giuria del Premio Internazionale di Poesia Inedita “Besio 1860”, 2 edizione, e altri tre (I paesaggi intorno, La giostra qua dentro e Ogni attimo ansioso) sono apparsi tra i Vincitori Blog di www.nessunolegge.wordpress.com nel Gennaio-Febbraio 2021. Nel giugno 2021 è uscita, per l’editore Porto Seguro, la raccolta I Paesaggi Intorno.

Il mio intorno

Esattamente così,
come quel foglio di carta velina
sbattuto per terra, sul muro,
si gira, si alza, si abbassa,
sembra prendere il volo contento
poi il vuoto lo tira giù, ancora.
Lui non è che ci provi a sparire,
però grazie al vento magari ci crede,
non si sente neanche sfinito,
prova a vivere quello che viene
nel suo mondo isolato
tra il bidone del vetro e il tombino di scolo.
Lui però non può mica capire
che comunque è rinchiuso in cortile,
poco spazio di periferia, mattonelle
scheggiate e pareti graffiate,
sette piani per lato come un prigioniero
con due bici ossidate come unico svago.
Io lo guardo mentre stendo il bucato
e capisco che qui nel mio intorno
è svanita persino la brezza,
non ci sono neanche le bici,
quasi quasi mi metto le scarpe,
corro giù e come avesse le mani
lo trascino per strada,
voglio fargli vedere il mio intorno
e sperare sia in grado d’insegnarmi a volare.

Proprio vicino alla riva

Puntuali ritornano al solito posto e
tutte ordinate, parallele alle ascisse,
quelle onde che invece, da dentro,
ti hanno fatto surfare per anni o secondi
affacciato sulla solita spiaggia da sogno.
È finita l’attesa, è l’ennesimo inganno;
non esiste la discesa spalancata sul bello,
casomai un concreto picchiare la testa
scivolando in costume da bagno e ciabatte
lungo strade ghiacciate.
Tuttavia a qualcosa è servito il tragitto
lungo cui si è affilata la spada e impugnato lo scudo
imparando lo stesso a sguainare un sorriso
perché l’oasi è là, proprio vicino alla riva.

Il Vento

Lo sento venire dal fondo indeciso,
laggiù ma non so se davanti o di dietro:
può darsi risorga da vecchi capricci
oppure si annunci come il nuovo che avanza.
Perciò non è chiaro nemmeno, al momento,
se venga per dare una mano e un colore
a una sequenza di attimi privi di senso
oppure trascini ricordi svogliati e dormienti,
un magma già freddo di sole scalogne
che speravo rinchiuso nelle gabbie del tempo.
Un vento comunque fremente, come una
corda che avvolge ammantata di rose,
orgasmo nei petali, nelle spine tortura.

Note che sciolgono sbarre di ghiaccio

Rinchiuso tra sbarre forgiate di ghiaccio
che sempre più strette correvano al centro
di questo mio minimo spazio
diciamo segreto,
avevo bisogno di caldo,
di sangue pompato da un cuore rovente
che mi desse la forza, soprattutto un motivo,
per scioglierle, rendendole solo un cip ciap scivoloso.
Ed eccoti qui, a spargere sole irrorato di note,
a illudermi che sia finito l’inverno, là fuori e qua dentro,
a fare felice un vecchio bambino
che non sa distinguere più un attimo un giorno
o quello che resta

12/06/2026 0 commenti
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E. Sanzi

da Impronte Poetiche 12/06/2026
scritto da Impronte Poetiche
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E. Sanzi

(Senza titolo)

Un fiume di inesprimibile pallore
scivola tra gli istanti
che diventano campi
spezzoni di giorni
o notti
o mezze giornate
e come un soldato che zoppica

-ha il congedo
tornerà a casa
verso un futuro che non sa
ma lo vivrà-

la mia mente che si assenta alla musica
e non vibra più
ha un suo canto silenzioso
scrive bianco su bianco
un sentiero di acqua e latte

e non è dimenticato l’amore.

(Senza titolo)

Con passi incerti
si svela una dolcezza nascosta
perduta tanto tempo fa

Come cometa attraversa il cielo
un giorno pieno di fortuna
con la speranza che resti
nel nostro giardino di aurore e mancamenti.

Complessità

Nell’ azoto azzurro del cielo
lassù
sentieri di nuvole e bianche nebbie

La bellezza del mondo
sussurra sillabe
qualcuno vive con lei e cade e di nuovo vive
ma non c’ è sguardo sicuro, non più
come una foglia che scivola sull’ acqua scura
e va
anche se non può dimenticare
le catene innevate, le cime che parlano al cielo

e come fuori dal tempo riscuotersi, riavviarsi…
avvolti in un nome.

Sotto il sole

Campi verdi e gialli
riarsi
abbandonati sotto il cielo;

nell’erba
oggetti dimenticati
tra le ombre delle nuvole
e i miei occhi evasivi,
accecati dall’ampiezza.

Sedermi qui
anche io
come dimenticata
nero tratto nel grano
nota acuta e un poco sghemba
in una musica piena, inafferrabile,
tragica

e resto qui
immersa nell’estate

12/06/2026 0 commenti
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Iscrizione Impronte Poetiche APS 2025

da Impronte Poetiche 27/12/2025
scritto da Impronte Poetiche

 

Parte la nuova campagna iscrizioni per associarsi a Impronte Poetiche. Gli iscritti entreranno a far parte del team attivo d’Impronte Poetiche potendo quindi usufruire di una serie di vantaggi e privilegi. La quota annuale della tessera poetica è di 18 euro e ha una validità di 12 mesi.

Ricordiamo che Impronte Poetiche APS è un’associazione di promozione sociale senza fini di lucro. L’intento dell’associazione è di seminare polline poetico nel mondo con attacchi di arte poetica e artistica, con uno sguardo attento all’ambiente che ci circonda, per sensibilizzare le nuove generazioni (e non solo) alla poesia edita ed inedita. La poesia, in tutte le sue dimensioni e versioni, è un portale fertile dove poter resistere, sperare e riparare i tempi guasti del cuore, della vita e della natura.

Ci piace l’idea di accendere tante piccole scintille umane e poetiche in giro sulla terra per innescare un cambiamento culturale improntato alla solidarietà poetica, sociale e ambientale. La circolarità di restare umani grazie alla bellezza della poesia.

Un progetto ambizioso il nostro grazie al quale l’armonia, la gioia, la passione e la serietà, l’entusiasmo e la dedizione, la fiducia e la lealtà, il coraggio con un pizzico di irrazionalità e tanto ingegno ci contraddistinguono nel nostro operato come volontari al servizio della poesia.

Perché iscriversi all’Associazione?

Entrare a far parte dell’Associazione significa condividere con noi l’impegno per un progetto poetico di responsabilità e solidarietà urbana, sociale e ambientale. 
La tua passione e creatività sarebbero un importante valore aggiunto per noi, contribuendo a sostenere le numerose iniziative che attualmente portiamo avanti e quelle che speriamo di realizzare in futuro.
In un mondo che richiede sempre più umanità e stili di vita sostenibili, la poesia riveste un ruolo prezioso e rappresenta un bene essenziale per restare umani.

Per tutti i soci nel 2025 sono previsti una serie di benefici poetici per seminare la propria impronta poetica nel mondo:

Agevolazioni e Opportunità di Partecipazione:
Agevolazioni sul contributo per finalità istituzionali sui contest poetici e sui servizi offerti dall’associazione.
Candidatura ad Ambasciatorə Poeticə Locale di Impronte Poetiche APS.
Accesso a bandi per la presentazione di un proprio progetto.*
Accesso al gruppo WhatsApp riservato ai soli Soci.**

Promozione e Visibilità:
Promozione annuale di n.4 Articoli tramite il sito Impronte Poetiche APS con bio e foto.
Presenza mensile di n.1 Opera sulle pagine social di Impronte Poetiche APS con bio e foto.

Partecipazione agli Eventi e Iniziative Speciali:
Opportunità di essere presenti con una propria opera in un gioco poetico e ambientale innovativo.
Presenza di una copia di visione di una propria opera durante gli eventi dell’associazione.
Opportunità di essere presenti nel Calendario Poetico e Magnetico di Impronte Poetiche 2026

Formazione e Sviluppo Personale:
Una sessione gratuita di Coaching Poetico con Intelligenza Emotiva

Iscriviti entro 19 Gennaio 2025

La quota annuale della tessera poetica è di 18 euro e ha una validità di 12 mesi, iscriviti entro il 19 Gennaio e diventa unə moltiplicatorə di emozioni poetiche e delle nostre iniziative nel tuo territorio.

Sapere che grazie ai nostri progetti, contenuti e servizi poetici riusciamo ad avere un impatto positivo sulle vite di chi ci segue ci rende particolarmente felici e orgogliosi.

Impronte Poetiche è la nostra passione, ma è anche il nostro nobile obiettivo nella vita.
Ora pensa a quali contributi potresti apportare alla nostra associazione?
E noi come potremmo arricchire la tua esperienza poetica e artistica?

*Il bando, con cadenza annuale, permetterà ai membri della nostra associazione di presentare un progetto poetico innovativo da realizzare. Il progetto verrà prima valutato dal Consiglio Direttivo e dallo staff di Impronte Poetiche e poi messo al vaglio delle votazioni di tutti i soci al fine di selezionarne almeno uno che verrà realizzato in collaborazione con Impronte Poetiche.

**Avvisi sui bandi esclusivi, eventi, iniziative, rubriche. Avvisi per la distribuzione dei doni poetici realizzati dalla nostra associazione.

Scarica lo Statuto e il Modulo d’Adesione dell’associazione e Contattaci subito per accedere ai numerosi vantaggi.
E ricorda di seguirci sui nostri canali social Facebook e Instagram.

27/12/2025 0 commenti
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Silvia Maiocchi 

da Impronte Poetiche 06/09/2025
scritto da Impronte Poetiche
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Sono nata a Milano il 15 giugno 1960.

Mi sono laureata in Lettere Moderne all’Università Statale di Milano.

Dopo un periodo di insegnamento nei licei, scopro la vocazione come insegnante di Yoga e Meditazione animando un mio centro per quindici anni.

Da sempre attratta dallo studio dei simboli e della spiritualità, conseguo un diploma di counselor ad approccio filosofico simbolico e di facilitatrice in Psicogenealogia e Costellazioni Familiari ad approccio immaginale. Sono praticante di Reiki. 

Compongo poesie fin dalla più tenera età.

Ai gatti, che con la natura in generale rappresentano una delle mie grandi passioni, dedico una raccolta: Gattotem (ed. Il Varco).

Come autrice ed editore ho collaborato a diverse opere collettive di carattere storico e biografico. 

Un altro genere di forza
è del fiore che spezza
la corazza dell’asfalto.
Diverso tipo di coraggio
quello dell’albero che affida
lontanissimi semi
alla terra bruciata.
La potenza della vita
più grande di quanto
riusciamo a distruggere.

Un albero spoglio
nel vuoto.
Solo.
La geometria dei rami
pare reggere il cielo
soverchiante.
Un architrave del mondo.
La sua forma illumina
il silenzio.
Quest’albero è ciò che
ho dentro
quando gli inverni denudano
ogni senso.
Cresce nella mancanza.
Un albero saggio ma
reticente. Non dice
perché è tenace.
Resiste
senza più parole
puro significato.
Un albero,
questo è tutto
ciò che ho imparato. 

Uno di questi giorni
giungerà un angelo
improvviso e trepido.
Sarà la tua annunciazione
schiuderà la terra
traccerà nei cieli
il cesareo della speranza.
Verrai alla Luce
indifeso
invulnerabile
ancora possibile
tutte le piume
dei tuoi sogni tese e
liriche
al vento di un altro
io.

Ricordiamoci che c’è un dopo.
Che ascendere
è lo scopo anche se tutti
sono comunque qui
in un presente raggiante
e nemmeno
nel tempo mai
sono lontani.
Siamo a un palmo di mano
dalle carezze sottili degli invisibili
brulica l’aria di angeli
ogni silenzio
ci custodisce.
Al sicuro da ogni vuoto
ci colma
l’immensità.

06/09/2025 0 commenti
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Corinna Miglio

da Impronte Poetiche 27/04/2025
scritto da Impronte Poetiche

Corinna Miglio è nata a Roma il 27 giugno 1986. 
Dopo aver conseguito il diploma presso l’Istituto “G. De Sanctis”, ha proseguito i suoi studi nell’ambito del turismo e delle scienze umanistiche, frequentando l’Istituto Europeo per il Turismo (UET) e laureandosi successivamente in Scienze del Turismo, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia  “La Sapienza” di Roma (Tesi di Laurea “Museo Arti XXI Secolo” (MAXXI)   
Dal 2015 ha collaborato con POE di R. Alfieri, occupandosi di segreteria e marketing per attività di outdoor training e formazione. In precedenza ha lavorato allo sviluppo di progetti per Project Outdoor Education, indi alla Credingest come addetta alle informazioni turistiche per l’Ente Spagnolo per il Turismo a Piazza di Spagna, Roma.
Appassionata di fotografia (Nikon S9300 e Canon IXSUS 220 HS) e cinema amatoriale (Sony digitale HDR), Corinna ha anche coadiuvato il padre documentarista, con interviste volanti in Campidoglio ed altrove. Ama la natura, si interessa di ecologia e nutrizionismo, ed è sempre pronta a mettersi in cammino come guida. Le competenze informatiche completano il suo profilo dinamico e curioso. 
Corinna ama imparare, esplorare e costruire nuovi progetti con entusiasmo e creatività.

Papavero Farfalla
Dopo la tempesta
Più che una acquazzone, una tempesta. Per la verità, al mattino, dai vetri si poteva scorgere una parodia di sole, timido, indeciso, come temesse già  di perdere l’impari battaglia con Giove Pluvio. E infatti, quasi d’improvviso, sarà stato un complotto di nuvole, pioggia e vento a catinelle. Sembrava l’inizio del secondo Diluvio Universale ma, per fortuna, durò pochi minuti, così le persone poterono uscire dai negozi e dai portoni dove si erano rifugiati. Cos’era stato uno scherzo?.
Una volta cessato di piovere, la mia amica ed io avevamo imboccato la Via Flaminia e, arrivati di fronte all’Auditorium  Parco della Musica, ci infilammo in un “baretto” dove rifocillarci. Ma una volta messo il becco fuori, ci si presentò una spettacolo che sembrava allestito da uno scenografo: una specie di  “visione aperta al pubblico”, difficile da descrivere: la sensazione d’insieme (la fantasia a volte mette le ali) era di trovarsi davanti ad un gigantesco dipinto ad acquarello ancora fresco di pennello e l’asfalto ancora fradicio, sembrava riemerso da un mare caduto dal cielo. Ma quello che non poteva sfuggire alla nostra (fervida?) immaginazione era lo spettacolo delle tante pozzanghere su un asfalto che sembrava, anzi era ”lucidato” come se la punta di un fulmine avesse passato la cera. Decine, centinaia di foglie, prima strappate a forza dai rami poi, prima di afflosciarsi in terra e morire, costrette dalle ultime folate di vento ad una danza circolare, sorta di girotondo di breve durata. Poi la sorpresa finale, una visione che ci mozzò il fiato: un enorme gatto bianco con tanto di occhi naso e bocca, comodamente sdraiato sulla sinistra, era stato disegnato dal riflesso della luce sull’acqua di una pozza. Eravamo stupefatte, divertite, ma quando ci accorgemmo che la parte destra del gattone mostrava anche un chiaro e inquietante profilo di uomo, bianco come di mummia, alzammo precipitosamente i tacchi.

(più tardi tornammo per la foto). 
Eclisse totale di Sole – 11 Agosto 1999, Visibile in tutta Europa e in parte dell’Asia –
foto scattata Corinna con il supporto del papà Gianfranco Miglio a Honfleur (Normandia)
La diversita è un valore – Lago di Garda –
Vogliono simbolicamente dimostrare che tutte le razze umane (e in certi casi anche animali), possono e debbono andare d’accordo, indipendentemente dal colore della pelle, dall’aspetto e, in questo caso, dal colore delle penne.
Corinna Miglio
Ultima nevicata a Roma
Sinfonia di colori
Roma, alla ricerca di un Monet

Vetrata casa civette
All’interno del gigantesco complesso di villa Torlonia (via Nomentana, Roma), l’edificio certamente più caratteristico è la Casina delle Civette, sede dal 1997 di uno specialissimo museo dedicato alla vetrata artistica. La Casina, riaperta dopo quattro anni di restauro, propone al visitatore il suo miscuglio di stili, dal medievaleggiante al liberty, tanto da sembrare, a seconda del punto di vista, una chiesa, un castello, un cottage di campagna. Le vetrate, frutto della collaborazione di bravi artisti coordinati e diretti dal Maestro vetraio Cesare Pacchiarini, vennero installate tra il 1908 e il 1930: esse costituiscono un “unicum” nel panorama artistico internazionale. Il  laboratorio si afferma inizialmente per la lavorazione di vetrate semplici, per poi evolversi fino a raggiungere livelli elevatissimi di raffinatezza. Ne è un esempio la VETRATA DELLE ROSE E DELLE FARFALLE (v. le due foto), nella quale i vetri bombati sono utilizzati per conferire profondità alle ali delle farfalle, quasi a voler accennare al movimento di questi animali in volo. 
Corinna Miglio

Foglie
Doppio sguardo
Ovatta
Al Cotone
Questo è il gatto che più ho amato. Sembrava un batuffolo di cotone, per cui gli misi il nome OVATTA. Era il gatto di casa, ma crescendo, cominciò a uscire dopo che, dai vetri della finestra, aveva notato che all’esterno gironzolavano gatti felici. Abitavamo in campagna, a due passi dalla città: Ovatta preso da curiosità iniziò a scappare di casa per tornare al mattino, o meglio a pranzo, mangiava moltissimo dopodiché si accoccolava nella sua lussuosa cuccia. Diciamo che era a “mezza pensione”, o forse considerava la nostra casa un B.& B… Era bellissimo, furbo e un pochino prepotente. Fu per questo che diventò in breve tempo il Boss di una banda di gatti, 6 o 7, che non dava scampo a topi, lucertole e simili, a volte sconfinando in alcuni villini della zona, combinando guai. Sarà anche per queste scorribande che gli cambiammo nome, soprannominandolo AL COTONE, con chiaro riferimento ad Al Capone. Purtroppo morì azzannato da due cani.
Corinna Miglio 
27/04/2025 0 commenti
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Nicola Laiso

da Impronte Poetiche 02/04/2025
scritto da Impronte Poetiche

La poesia è sempre luogo fertile: da cui prendere slancio, in cui trovare o rivivere le proprie esperienze anche interiori; trovando conforto nei tempi guasti della vita e del cuore.

Clicca per saperne di più su Nicola

Nicola Laiso, conosciuto artisticamente come nicoLa, è nato a Napoli il 14 aprile 1967. Ha coltivato fin dall’infanzia la passione per la poesia, ispirato dall’ascolto delle opere dei Grandi Maestri Italiani del ‘900. La sua produzione poetica, in napoletano e italiano, ha attraversato diverse fasi. Oggi, con estrema cura fotografica, coglie emozioni dalla realtà e dalla dimensione interiore.

Ha partecipato a numerosi concorsi letterari, tra cui:
• il Trofeo Penna d’Autore – sezione I Maestri
• Il Federiciano
• Concorso di Poesie della Religione Cristiana
• Contest “Verde Poesia!”
• Panchine in Versi e Attacchi Poetici

Nicola ha ottenuto diverse menzioni d’onore, tra cui:
• al 2° Concorso di Poesie della Religione Cristiana con “Quante gemme in questa corona”
• al 25° e 26° Trofeo Penna d’Autore con “l’Amore ci fa sentire Vivi” e “L’Amore”
• finalista del XV Concorso Internazionale Il Federiciano con “L’ultimo bacio”

È stato vincitore in diversi contest, tra cui:
• la Capsula del Tempo, un progetto del Comune di Salerno, in cui una sua opera è stata inserita in un archivio digitale che sarà aperto tra 50 anni a beneficio dei posteri.
• Siamo Tutti Poeti Sospesi 2021, contribuendo con un’immagine e un testo poetico al progetto “Spesa Sospesa poetica” per la raccolta di fondi e alimenti durante il lockdown

Gli alberi

d’estate, indossano
la loro livrea più bella
così di giorno,
alla luce del sole,
splendono e brillano sempre
nei loro mille colori
e nelle tante sfumature di verde!

Più tardi si cambiano d’abito,
indossando colori vivaci
rossi o dorati, ma sempre sgargianti,
specchiandosi nei laghi
prima d’uscire, verso sera,
con un rosso tramonto…
d’autunno!

L’Amore ci fa sentire Vivi!

Tutta l’esistenza si gioca
in un delicato equilibrio
tra l’immensa astrattezza

di ciò che non si tocca,
dei sogni, dell’interiorità,
di ciò che ci fa felici…

e la stupenda concretezza
di ciò che si può toccare
e tenere tra le mani…

Forse ‘la via’
che tende alla saggezza, in questa Vita
trova concretezza nell’Amore!

Una ‘dimensione’
in cui ci sembra di toccare
i nostri Sogni…

in cui Emozioni e Sensazioni
diventano concrete, reali 
palpabili… con le nostre mani,

per ciò che sentiamo, viviamo,
e sperimentiamo
mentre Amiamo! 

Perciò l’Amore,
non solo ci risveglia il cuore,
ma ci fa sentire… Vivi!

La Verità

La Verità, pian piano
prima o poi torna a galla! 

Come bolle d’aria 
che salgono dal fondo del mare, 
che prima o poi emergono
e tendono a scoppiare! 

Nulla gli può impedire
di ritrovare la propria natura. 
Nulla gli può impedire 
di ricongiungersi con l’aria!

Così è anche per la Verità: 
nulla la può fermare! 

Nulla le può impedire di risalire
di emergere… 
per collegarsi, instancabilmente 
agli altri spezzoni di Verità 

rimasti sospesi… 
ma solo a metà! 

Nuova Emozione… 

– La Bellezza della Poesia –

La parola
l’espressione 
è ciò che porta fuori l’Emozione

La rende trasmissibile
percepita,
così donandole nuova vita!

La fa passare di bocca in bocca 
di cuore in cuore,
generando così nuova Emozione!

Volare e Sognare…
a un passo da te

Lasciarsi andare 
librarsi nell’aria 
sollevarsi…

com’è andare
sopra a un’altalena

E sentire il vento in faccia 
e spingersi sempre più su
per provare l’ebbrezza…

E dopo aver sfiorato 
il cielo con un dito 
lasciarsi andare!

E provare a raggiungere 
l’altro che, lì accanto a te  
come te prova a sognare, 

su un’altra altalena 
a un passo da te!

Vorrei rinascere 
approfittando della Primavera 

Vorrei imitare i fiori 
che pazientemente 
si lasciano alle spalle freddo e gelo

e vivono il presente
godendosi la propria fioritura

Vorrei vestirmi di colore e di bellezza, 
come un giorno di sole 
che tutti salutano con un sorriso 

mentre gli occhi affondano 
in un cielo senza fine 

Vorrei spogliarmi dei pomeriggi grigi 
dei pensieri oscuri, delle mancanze 
che hanno offuscato il cuore 

Riprendermi la vita e germogliare, 
come un filo d’erba 

come un papavero solitario 
spontaneo e impertinente, eppure 
così essenziale a stemperare 
la monotonia del grano

Vorrei sentirmi 
come una primavera soleggiata, 

una stagione che ci riporta 
istintivamente alle margherite,
al profumo alla bellezza… 
alla Vita!

02/04/2025 0 commenti
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Eleonora Mazzaferro

da Impronte Poetiche 01/04/2025
scritto da Impronte Poetiche
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Artista eclettico, ceramista, presepista e poeta.
Counselor in Arteterapia, tiene corsi di Arteterapia Emozionale ed Espressiva
Dopo aver sperimentato ogni forma di tecnica pittorica, oggi viene definita “L’artista che dipinge su rete”
Ha partecipato a diverse mostre di pittura in regione e fuori regione, a varie collettive in diversi gruppi artistici ed a svariate mostre “personali”. 
Fa parte del gruppo “Amici dell’Arte”, dell’Ass. Lasecondaluna, dell’Associazione Kunst Grenzen-Arte di Frontiera, ha fatto parte del gruppo delle artiste dell’Associazione FIDAPA 
Scrive poesie e racconti. Diversi pubblicati negli annuali dell’Associazione “Il carro delle Muse” (Premio Letterario Internazionale) ed alcuni dell’Associazione “Rosso Veneziano”. Fa parte del direttivo dell’Associazione letteraria “Lettera7”. All’attivo diverse premiazioni e pubblicazioni su territorio nazionale.
Quale presepista è iscritta al gruppo “Amici del Presepe” di Laives (Bz) con all’attivo diverse mostre collettive ed una personale.
Quale ceramista ha tenuto un corso sul Kintsugi ed fatto una mostra in abbinamento pittura/ceramica “Venti d’Oriente” tenutasi a Laives

FERITA

S’erge da secoli
in tutta
la sua imponenza.

Fra le rocce brunite
si rincorron
saltellanti stambecchi.

In un tempo impreciso,
salgon per erti sentieri,
tracce inusuali.

Dapprima in solitaria,
poi come cavallette impazzite.
L’assalto è iniziato.

Il lamento del vento
da voce
alla montagna ferita.

Apre una crepa
l’uomo dal cuore di ghiaccio,
e la montagna…piange.

L’ALBERO SACRO

(secondo i Nativi americani)

Affonda le radici
nella madre terra,
attingendo da essa
il potere della vita.

I rami e le foglie
si staglian verso il cielo
per assorbirne la luce,
nutrimento spirituale.

Sull’albero sacro sale lo sciamano
e al suono del tamburo,
come in una visione,
entra in collegamento con gli spiriti.

Sotto le fronde un canto rituale
per cercare guarigione, saggezza, potenza,
traendo dall’albero il flusso vitale
che porta la pace interiore.

Una potente guida,
lungo il cammino della vita,
seguendo i ritmi delle stagioni,
in perfetta simbiosi con la natura.

Assorbire la forza emanata dal “saggio fratello”.
Un mondo spirituale ricco e profondo,
aspirando l’energia della terra e del cielo,
all’interno di un ordine cosmico.

MI PIACE INDUGIARE

Mi piace indugiare
nelle memorie sopite,
varcare i confini del cielo
e riprendere il rapporto con la natura.

Perdermi nell’oceano delle emozioni,
osservando con insolito piacere,
una lucertola
che saetta sul muro soleggiato.

Udir tra le fronde,
con ritrovata meraviglia,
un frullo d’ali,
fruscio quasi impercettibile.

Occhi mirano in estasi
erbe spontanee che passano inosservate,
sfumature di colori che
punteggiano prati e fiancheggiano strade.

Il gorgoglìo del ruscello
placa la prolungata inquietudine,
il ronzio dell’ape
suscita uno spazio emotivo.

Perdo la cognizione del tempo.
Sotto pini sferzati dal vento,
ridefinisco significati e mi abbandono,
pensieri alati che permetton di volare.

UNA ROSA BLU

Si muove con animo sinuoso
quando sussurra il vento.
Simbolo di mistero,
mediatrice fra l’uomo e la natura.

Il suo colore non è fenomeno fisico,
non soddisfa un bisogno materiale.
La condizione mentale ed emotiva,
ne altera la sua percezione.

A chi donerò una rosa blu?

Al talento inventivo,
comunione spirituale con l’artista.
Allo spirito tempestoso,
un alone magico di calma ed equilibrio.

All’animo inquieto,
evocatrice di spiritualità.
Alla società intrisa d’egoismo,
pregno significato d’armonia.

La vita sembra naufragare,
gioca con l’incanto.
Vivi il momento presente,
assapora il dono di una rosa blu.

LASCIATI STUPIRE

Lasciati cullare dal silenzio,
analizza il rapporto che hai con la vita,
rallegrati dell’esistenza nella mattutina speranza.

Viaggia nella capsula dell’Io,
abbandona il travaglio interno,
potrai ritrovare il segreto incantato.

Lasciati stupire ogni giorno
da un’alba che, luminosa,
sa risorgere dalle tenebre.

Respira e godi
del profumo dei fiori,
sensazione dai mille volti.

Ascolta il canto degli uccelli,
onde sonore disperse nell’aria,
oceani d’emozioni.

Partecipa con brio
allo stormir delle fronde,
vibrazioni che sprigionano energia.

Un raggio splende sui fili d’erba.
Attraversalo, scova tra le pieghe
qualcosa di cui godere.

Cogli momenti
da accudire e alimentare,
aspira alla pienezza della vita.

Cambia involucro,
come spoglie di insetti,
lasciati stupire ogni giorno.

FOGLIE AUTUNNALI

Appese al ramo, in tinta unita,…

“uffaaa!!!! Che noia è questa vita.
Perché star qui anonimamente,
dove…nessun ci vede, nessun ci sente??”

L’occasione arriva col vento,
per librarsi in volo…questo è il momento!
Una folata le stacca dal ramo,
in un secondo, le porta lontano.

S’atteggian a farfalle che spiegan le ali,
le vanitose foglie autunnali.
Volteggian nell’aria festose e danzanti,
le mille foglie dai toni sgargianti.

Disegnan nel vuoto degli scarabocchi,
sono una gioia per l’anima e gli occhi.
Nell’aria danzan leggere e solari,
in mostra metton i loro colori.

Tappezzano i boschi, i parchi, le vie,
i luoghi paion fotografie.
E le città sembran dipinte
da pennellate a maestose tinte.
… Al suolo stan ormai raggrinzite,
il grande freddo le ha intirizzite.
Magari per poco, ma hanno vissuto,
la loro vita…uno scopo avuto.

Se vuoi che la vita abbia un senso profondo,
vivila tutta, vai fino in fondo.

Se anche tu…vorrai metter le ali,
prendi ad esempio…le foglie autunnali.

E’ SOLO UN ANZIANO!!

“SOLO” un anziano,
vergognoso senso di una società,
d’un mondo distaccato,
cronicamente malato.

S’è persa una parte di storia,
una generazione, un punto di riferimento,
nel silenzio irreale d’una guerra,
senza armi né bombe.

I più fragili,
bastioni della memoria,
che han vissuto anni difficili,
senza mollare mai.

S’è smarrita una parte di noi,
in pezzi e frammenti,
e di fronte alla morte, al cospetto del male,
siamo impotenti.

Ma anche da una tetra notte
può nascere un nuovo giorno.
Nel triste commiato, nell’assordante silenzio,
ritroviamo l’umanità, quasi perduta.

CHIEDI AD UN ALBERO COS’E’ LA GIOIA

E’ trovare un luogo nella madre terra
dove poter ancorare le proprie radici.
Trovare in essa nutrimento e cura
per poter, in futuro, esaltare me stesso.

E’ sentire una mano che, mentre ti sfiora,
comunichi vibrazioni in simbiosi con la natura
e, mentre mi staglio verso il cielo infinito,
una voce suadente mi sussurri il suo amore.

E’ dare ombra e riparo
a chi a me si affida per avere ristoro e,
se vorrà arrampicarsi sui rami,
il mio abbraccio sarà sinfonia tra le fronde.

E’ essere testimone silenzioso
di storie e di sogni,
con me il suo segreto sarà al sicuro,
diverrà migrazione dovuta dal vento.

Abbracciami mentre le radici affondano nella madre terra.
La vita, i cicli del tempo, l’universo,
un tempo mistico, tutto è in equilibrio.
Amami e potrò dirti che tutto ciò è gioia.

01/04/2025 0 commenti
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Massimiliano Aci

da Impronte Poetiche 31/03/2025
scritto da Impronte Poetiche
Clicca per saperne di più su Massimiliano

Massimiliano Aci, a tredici anni inizia il suo cammino letterario con la scoperta dell’Ermetismo ungarettiano. Nel corso degli anni fa suo anche il pensiero di Eraclito, Nietzsche, la corrente dell’Estetismo dannunziano e la figura del poeta “Vate” che lo porterà alla realizzazione di una prima silloge, Animi Neri, riservata a pochi intimi. A ventuno anni pubblica la sua prima raccolta di poesie per la Lupo Edizioni dal titolo Il verso della militanza, insieme ad Alessandro Vigliani. Poco dopo, con Daniela Abate e Livio Mario Cortese, arriva alla sua seconda pubblicazione, Dove il fuoco scorre: poesia a tre voci. Giunge poi, al suo terzo libro, “nessun dolore”, fatica costata cinque anni, in cui ha racchiuso esperienze personali, lotta sociale, ribellione verso un mondo massificato e soprattutto lotta contro noi stessi, dove le poesie sono state accompagnate da 29 illustrazioni e quadri.
È stato vincitore dei concorsi poetici “Carlo Labisi” e “Siamo Tutti Poeti Sospesi”.

Casa

Terra mia 
Danza lenta tra le urla 
Avvelenata 

Il mare jonico s’incanta 
Trascina tra la lava 
Il nero vulcano 
Che sospira e si eleva 

Culla d’oro dove 
Tutto nasce 
Panteistico e materiale 

Uomo 
Tu cancro naturale 
Di sikuli e sikani immondo 

Triskele memoria 
Di ricordi e di orgoglio 

Resisti e soffri 
Contempli e vinci 
Regine e Re 
La mia terra è vita

Terremoto di Menzogne

Sussulta la terra
costruita con finto sudore
rinata con sangue di plastica

Scuote l’anima
di chi non si dà pace
per chi ancora c’è solo vuoto

Melodia di parole incompresse
inascoltate
vogliono la loro terra
Reclamarla
Viverla

DENTRO

Essenza dinamica 
Nell’illusione della ragione 
Che coltiva terreni marci

Si muove lenta 
La consapevolezza del torto 
In cui lo stolto e contento 
Di vivere secondo le regole dell’uno 

Amara è la sentenza
La dannazione è Regina 
Essere se stessi è Vita 

SIAMO E SAREMO

Mangio la mela 
Dell’albero della coerenza
Nel peccato divora
La coscienza della dannazione

Condannato sia 
Chi vive e avanza 
Con il buio della ragione 
Con la sua vera essenza

31/03/2025 0 commenti
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Michele Bruno

da Impronte Poetiche 31/03/2025
scritto da Impronte Poetiche
Clicca per saperne di più su Michele

Michele Bruno, nato ad Altamura, ha 63 anni e lavora in banca come consulente finanziario. Il suo lavoro, straordinariamente dinamico, richiede un continuo aggiornamento sulle dinamiche dei mercati e l’interazione con una clientela proattiva. Questa esperienza gli ha permesso di comprendere il fenomeno della globalizzazione e di sviluppare un profondo senso etico e di rispetto nelle relazioni con i clienti.
Fin dall’adolescenza, Michele ha praticato attività sportive e attualmente si cimenta nella disciplina del triathlon. Ama lo sport perché lo ha aiutato a gestire la complessità della vita e a trovare soluzioni ai problemi quotidiani.
Da circa 5 anni, Michele scrive poesie che gli permettono di esprimere le sue emozioni. Alcune delle sue poesie sono state pubblicate in diverse antologie, anche se non ha ancora pubblicato una silloge personale.

Un figlio mai nato

Un segreto di lungo corso 
Che vorrei eclissare nell’oblio
si cela negli anfratti del cuore,
brucia nell’anima
come le fiamme dell’inferno,
dipinge con le lacrime sul volto
un ricordo da cancellare
che non è dato ignorare.
Bussa alla porta della coscienza
come una tempesta senza fine,
quel segreto è una ferita che non si è mai chiusa,
un nodo che non si è mai sciolto
e a nulla è valso chiedere perdono.
Nel grembo
pulsava la vita
di un bocciolo
che doveva germogliare,
la paura vinse il coraggio
spenta fu la fiamma della vita,
i rimorsi ancor inseguono la malinconia.
Come stracci che danzano appesi al vento
sul filo dell’invisibile
restano
storie da raccontare
parole mai dette
un pugno chiuso che nulla stringe
e una mano aperta
che raccoglie solo il silenzio.

Ritornerò a cercati 

Allontanerò le ombre
e soffierò il vento
sulla polvere che copre
lustri ricordi.
Proverò ad ascoltare
i tuoi passi silenziosi
vissuti nel torpore delle tue attese
nelle ore prima dell’alba.
Proverò a catturarti
in un sogno 
ad accorciare le distanze 
con un’emozione
e ritornerò a cercarti, madre
nei giorni che vivesti nella solitudine
e con i versi rubati all’Espero deserto
porterò un po’ di sollievo
alla tua mancanza 
con il cuore pronto 
a cogliere ogni sfumatura
del tuo antico amore.

Estate

La mia mente brama
il mio cuore scalpita
in attesa dell’aurora,
due ore di lieto fresco
saranno accolte dal mio volto
tra discese ardite e risalite
pedalando nella quiete della campagna,
ammirando le spighe di grano
che sonnolente ergono verso i primi raggi,
tra gli scorci che i boschi regalano 
prima che il sol si elevi.

In alto ne cielo
un falco Grillaio saluta l’alba.

Al rientro inizia la routine quotidiana,
Ma   non   per   me,
l’adrenalina si è sfamata di fresco,
di leggerezza, di spensieratezza,
nel cuore nutro libertà e amore.

Cara indifferenza

In un cielo ove l’azzurro
illumina orizzonti senza fine,
gli alberi piantati con cura
per dipingere di speranza il futuro dei nostri figli,
i cui rami dovevano offrire una casa al canto degli uccelli,
e con le fronde lussureggianti, accarezzate dal vento,
abbracciare il cielo e ringraziare l’Eterno…

Oggi, spogli e assettati,
trascurati dall’indifferenza,
soffrono, seccano, bruciano.

Sono una spina nel fianco dell’umanità,
uno schiaffo alla coscienza collettiva
che non ha il passo lungimirante,
che non ha cura del creato,
che non guarda con fiducia
al futuro delle nuove generazioni.

Ogni albero che soffre è un gesto d’amore negato,
ogni albero che muore è una richiesta d’aiuto dimenticata.

Ogni albero in fiamme è l’odissea
di un viaggio declinato in tragedia,
un sogno deluso,
una sconfitta per l’uomo
per immaginare un mondo migliore.

Se potessero proferir parola,
invocherebbero il Dio della misericordia,
per chiedere perdono per l’umanità
che ammaliata dall’ego, non sa quel che fa.

Roseto

Giunta l’aurora
due amanti passeggiano sul lungomare
mano nella mano.
Attendono i primi raggi del sole
a illuminare l’orizzonte
per promettersi amore eterno.

La lieve brezza del mattino accarezza immagini
d’antica memoria.

Più in là, il castello federiciano
si erge maestoso in alto nel cielo
fin dove il gheppio disegna traiettorie
prima di planare nel terso maestrale.

Nell’aria si respira pace:
ti immergi nel mare e la freschezza t’avvolge
mentre l’onda si muove, volteggia, s’allunga.

Al rinforzar del vento, palpita
e, come un cavallo al galoppo,
si gonfia, incalza,
infine s’infrange impetuosa
fino a toccare le fondamenta rocciose
del castello che domina la costa.

Lo sciabordio dei ciottoli accompagna la mente
verso sentieri ancestrali e arcani
e il pensier dolcemente s’abbandona.

L’odore di salsedine si espande nell’aria
e invita i due amanti a respirare piano
fino a sfiorare il cielo con l’alito
smarrendosi nel mistero dell’infinito.

Danni collaterali

Non può essere un danno collaterale
la distruzione di scuole,
il sangue versato nelle aule,
sui banchi di scuola,
sui libri, sui quaderni con pagine bianche.

Non può essere,
non dev’essere
un danno collaterale
la morte di sogni appena sbocciati
infranti sulle sponde del male.

Sogni destinati a incontrare le stelle
che cercavano una via al loro cammino,
che cercavano una storia nel loro destino.

Dov’è la patria dei sogni
strappati all’infanzia
spezzata, negata, seppellita?

Dove sono gli orizzonti
di cieli infiniti
che proteggono con mani invisibili
i germogli delle speranze del mondo?

Solitudine

Ho visto la solitudine cadere sui volti
come nebbia che nasconde l’indifferenza.

Ho visto occhi assenti
in viaggio verso universi del proprio sentire,
nomi appena pronunciati dissolversi nella mente.

Ho visto i ricordi accomodarsi sulle panchine
come rovine senza preghiera,
e i giorni divorarsi l’un l’altro
senza traccia, senza un domani.

Ho visto le strade piene e gli uomini vuoti,
i marciapiedi affollati e i cuori deserti,
i passi veloci per allontanare l’attesa.

Ho visto le mani sfuggire al contatto,
le porte chiudersi non per difesa
ma per dimenticanza, per assenza.

Ho visto le parole morire prima della voce,
i pensieri indurirsi fino a diventare muri,
e l’umanità vagare senza meta alcuna
camminare senza volto
verso la propria fine.

Sotto le macerie
una voce non grida ma chiama.

E finché un uomo ricorderà il proprio nome
sulle labbra di un altro,
la fine non avrà l’ultima parola.

31/03/2025 0 commenti
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  • Isola Verde Poetica a Porto di Parole – Maiori 30 Maggio 2026

  • Contest e Premiazione “Verde Poesia” 29 Maggio Minori

  • Guerrilla Poetica a Maiori 30 Maggio 2026

  • Verde Poesia! III Special Edition 2026 “Carta Canta e Oltre”

  • Iscrizione Impronte Poetiche APS 2025

Impronte Poetiche

Impronte Poetiche

Impronte Poetiche è un’associazione di promozione sociale senza fini di lucro, nata a Salerno nel 2021 su iniziativa di Maria Concetta Dragonetto, che ne è l’attuale Presidente. L’intento dell’associazione è di seminare polline poetico nel mondo con attacchi di arte poetica e artistica, con uno sguardo attento all’ambiente che ci circonda, per sensibilizzare le nuove generazioni (e non solo) alla poesia edita ed inedita. Tantissimi i progetti realizzati nel corso del 2022: Spesa Sospesa Poetica, il Contest “Verde Poesia!”, il Progetto Calamità Poetiche, l’Isola Verde Poetica Centrale della Solidarietà, Befana Poetica, l’Eco Calendario Magnetico e molto altro ancora. Dal 2026 molte saranno le novità: Giochi Poetici, I Fiori di Cappero, Life e Poetry Coaching, Rete di Ambasciatori Poetici Regionali, collaborazioni con Festival e Fondazioni Poetiche.

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Chi sono

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MARIA CONCETTA DRAGONETTO è nata a Salerno. Dal 2016 si è attivata in progetti che legano l'arte al sociale promuovendo poeti ed artisti emergenti e favorendo attività green, legate alla scrittura e all’ecologia. Ha curato la silloge poetica di Carnale, gocce poetiche di eros (Marotta & Cafiero 2019). Nel 2020 pubblica la raccolta di poesie Della Terra e dell'Amore edita da Homo Scrivens.

Dal 2021 porta avanti il progetto Impronte Poetiche, è coordinatrice del Progetto Spesa Sospesa Poetica, Ambasciatrice Poetica Festival Libro Aperto, Ideatrice Eco-Calendario Magnetico Verde Poesia.

Dal 2021 Life e Poetry Coach iscritta a ICF Italia e Assessor di Intelligenza Emotiva EQ Six Seconds.

Laureata in Valutazione e Controllo Ambientale, ha iniziato prima a lavorare nella progettazione e comunicazione ambientale e da oltre 15 anni è nel settore del riciclo con il CONAI.

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