Caterina Falciglia

da Impronte Poetiche
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Caterina Falciglia è nata e cresciuta a Tursi. Dopo la laurea in Scienze della Comunicazione, ha deciso di restare nella sua terra e di dedicarsi al sociale, lavorando come educatrice per minori a rischio e come assistente domiciliare per bambini diversamente abili. 
Nel 2021 ha pubblicato “Domani saremo migliori” (Editore Albatros il Filo), una raccolta di favole per bambini in cui tratta temi come le discriminazioni e le ingiustizie sociali. Il libro è stato esposto alla Fiera di Roma “Più libri più liberi” del 2021 e al Salone Internazionale del Libro di Torino 2022.
Nel 2022 ha vinto il Concorso Remifavole e ha pubblicato “Le pozioni del mago”, un’audiofiaba prodotta da REMIFA di Lugano.
Ama scrivere poesie d’amore: i suoi versi sono stati pubblicati in diverse antologie. Ha ricevuto una menzione di merito al VI Concorso Nazionale “Il Tiburtino”, una menzione di lode al Premio “Gargano Poesie 2022”. Ha partecipato come autrice al volume antologico “La speranza dei giovani. La cultura come cura all’alienazione” dedicato a Pier Paolo Pasolini, edito da Atile edizioni. 
Nel 2023, con la fiaba “Il pastore dal cuore d’oro”, ha ricevuto una menzione speciale dalla giuria del Premio Clepsamia.
Con la poesia “La terra del silenzio”, ha vinto il Premio Scriptura 2023.
La sua poesia “Chiudo la porta”, ha ricevuto una menzione d’onore dalla giuria del Premio Internazionale di Poesia “L’Essere Armonia”.
In occasione del Festival del Libro in Mediterraneo, in costiera amalfitana, ha ricevuto il Premio “Verde Poesia”, con la sua poesia “Giglio di mare”. 
Ad agosto 2023 ha ricevuto il Premio Rabatana.
A dicembre 2023 si è classificata prima al Premio nazionale di poesia Alessandro Fariello.
A gennaio 2024, nel Rione Fornelle a Salerno, è stato inaugurato un murale con alcuni suoi versi.
A febbraio 2024 ha ricevuto una menzione speciale dall’attore e scrittore Lino Guanciale, in occasione del concorso Writers di Casa Sanremo.  
Ad agosto 2024 ha ricevuto il Premio Speciale Karman Oriolo.
A dicembre 2024 ha ricevuto il Premio della Presidenza “Decio Scardaccione- Riforma Fondiaria” e ha pubblicato “Il Folletto Sam”, un’audiofiaba prodotta da Ocarina Music Player.
Attualmente sta lavorando alla stesura di un nuovo libro per bambini e ragazzi.

IL SOGNATORE DEL SUD

Intorno a lui
il giallo bruciato dei campi
e un silenzio secolare.
Il paese dorme sulla collina
e la natura innalza il suo scudo:
binari oziosi fra le sterpaglie
e nessun treno da aspettare.
Se ne sta seduto il sognatore
con valigie di cartone
strabordanti di poesia,
mentre
di solitudine amara
luccica il cielo.

QUELLE RIVE SOGNATE

L’onda fredda e nemica
sbatte sul mio viso e mi sbaraglia
cerco aria e ingoio
acqua e terrore,
ma rivedo le tue mani ossute
le afferro
lacrimo, tremo, poi brucio.
Mi sposto e sento pace
ma non c’è pace
neppure su quelle rive sognate.

LA MIMOSA

Esulta il cuore e non aspetta:
fiocchi dorati
innamorati del sole,
in un piglio di vento
profumato di speranza.
Ma ancor non tornano
le rondini.

LA FOGLIA

L’aria odora di mosto
mentre io danzo,
al vento mi abbandono.

Sono un rosso profondo,
io muoio d’amore,
mi adagio qui nel mucchio
sul marciapiede,
sotto i passi spietati della folla
nel precoce imbrunire.

I TUOI ABBRACCI

I tuoi abbracci son cieli al tramonto,
spennellate di corallo sui tetti,
petali di fiordaliso e amaranto,
parole messe in galera, fra i denti.

I tuoi abbracci, corse sui crinali,
libeccio madido sui litorali,
lunghi sentieri, cespugli di mirto,
bianchi gabbiani e barche ferme al porto.

I tuoi abbracci son passi nel buio
salto nel vuoto e rovente rifugio,
aulenti fiori e corone d’alloro,
i tuoi abbracci son caverne piene d’oro.

RADICI

Ho capelli pigri al vento
come trecce di fichi
messi a seccare alle ringhiere.
Ho fatiche nelle ossa
di uomini levati al buio
e memorie antiche
di zoccoli di muli sul selciato.
Ho profumo di pane nero
nell’anima, fra le dita.
Ho la mitezza di questa terra
e gli occhi di mio nonno,
neri, taciturni,
nell’ardore funesto
delle argille spaccate di luglio.

 UN PAPAVERO ROSSO

Mentre restate con la testa china
io vedo cieli tingersi di viola,
in attesa di un alito di vento
pregno del profumo delle ginestre.
Mentre cercate consensi e plausi
io vorrei essere un papavero rosso
che dondola tra le spighe di grano
nella quiete della campagna.

SETTEMBRE

Non guardi
nell’azzurro gli stormi
e quel giaciglio di nuvole chiare.

Non respiri l’erba bagnata,
il commiato del mare,
la passiflora appena nata.

Non senti
il sospiro pacato dell’estate,
la tiepida aura della sera.

Porti soltanto
questo macigno.

 FRA MILLE VOLTI

Fra i vicoli convulsi di una città
che intesse trame d’oro e d’argento,
in quel buio brulicante
di mille volti muti,
vorrei ritrovare i tuoi occhi,
per svelarti l’esilio dei miei anni
e lambire l’incanto del tuo volto.
mentre il vento sorseggia piano
l’inchiostro nero dei tuoi capelli.

IL RIMPIANTO

Arde il sangue mentre passi,
sventri indifferente i miei ormeggi.
Semini scie di mare e vento,
ritagli di vecchi tormenti.
Ti volti in un lampo
ma ermetico il mio volto
nega l’urlo che strazia il petto,
allora vai e resta
il rintocco sordo del rimpianto,
quel vile timore
che ha negato ai nostri occhi
lo stupore delle stelle.

GEOLOGIA DEL RICORDO

Dorme sotto un velo di gramigna
la mia terra,
mentre la luce si posa stanca
su un crinale.

Nel silenzio dei sassi
il tempo si tinge d’argilla,
nel riverbero giallo del grano
e dei tuoi occhi.

IL PESCO

Sui rami ancora scuri dell’inverno
fioriscono brividi di rosa pallido.

Non attende la clemenza del sole,
nel silenzio austero della terra.

Ostinata luce di nuova vita,
promessa d’amore, nell’azzurro.

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