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Cinzia Milite è una scrittrice italiana nata nel 1964 e residente in provincia di Como. Ha ricevuto numerosi premi letterari, tra cui il prestigioso “Premio Montessori”. Le sue opere includono vari libri pubblicati tra il 2007 e il 2025, con titoli noti come “Sotto lo stesso sole”, “Diego Cortes e il giorno fuori dal tempo”, “Nel magico fiume dell’anima” e “Post Punk Opera”, “Radici d’onda-Poesie del mediterraneo profondo.. Oltre alla sua produzione letteraria, Cinzia collabora con diverse riviste letterarie e testate giornalistiche, dimostrando la sua versatilità e il suo impegno nel mondo della scrittura. Cura il blog letterario Vento apparente e il suo canale Youtube “Cinzia Milite Scrittrice”. Sito web: www.cinziamilite.com
Altre sue pubblicazioni si possono trovare inserite in raccolte di racconti del 2020 di “Le Mezzelane Editrice”, “Edizioni del Loggione”, “Idrovolante Edizioni”, “Rudis Edizioni”, L’Alcova Letteraria, Agenda 2024 Casa Editrice Ensemble, ChiareVoci edizioni e in “The Women Album”, ChiareVoci Edizioni.
Puoi seguire Cinzia su:
Sito web: cinziamilite.com
Canale Youtube “Cinzia Milite Scrittrice”
Canto All’Invisibile
Vorrei confondermi con la terra,
serpe d’ombra tra le radici,
e suggere il latte segreto
che nutre i frutti e i giorni.
Vorrei che gli astri mi guardassero
con occhi di fuoco silenzioso,
che il vento sussurrasse al mio cuore
presagi d’oro e d’abisso.
Vorrei sparire nell’azzurro Zenit,
dove il sogno si fonde con la realtà
e il tempo si scioglie in un canto.
Sacra Natura
Non è mai profano il giorno
che posa l’occhio attento
sul fiocco lieve che discende
nel fermo firmamento
Né il vento che si torce e danza
sul lago addormentato
né il campo che si piega e ondeggia
nel sole incantato
I fiori tremano
bianche perle
su fili d’aria in festa
E gli alberi, arpe di vento,
cantano alla Foresta.
Incantesimi
Natura
delicato Reame
di tramonti e di pleniluni
gli occhi affondano
in questa variegata dimensione.
Una donna di campagna
è la mia maestra di cerimonie.
Si, lei,
conosce tante cose,
e sa come arrivare a tali incantamenti.
Luoghi sottili
Amo la Natura ribelle
che rifugge il Vanto e il Nome,
L’Erba minuta, impolverata – grigia
che tenace
squarcia la Pietra.
Sorge audace dal selciato
morde il Muro
si abbarbica sull’Ombra
e ride senza voce.
Ritorno alla Natura
Smarriti, come naufraghi di un tempo d’acciaio,
ci troviamo ad ansimare dietro il passo del mondo,
la Civiltà — feroce, che inghiotte in silenzio,
ci lascia in mano nient’altro che ombre,
e un desiderio che brucia d’infanzia perduta.
Sogniamo la Natura — materna e antica,
di riavere la carne delle cose semplici,
il gusto grezzo e vero che scorre nei solchi della terra,
gli odori spigolosi e forti di un orto abbandonato,
il verde selvaggio, non domato, che si fa carezza.
E nel pensiero di lei, c’è una pace dimessa,
come la pioggia d’autunno che cade leggera,
una felicità che s’alza a tratti, balbettante,
la bellezza che svela un viso antico,
di un mondo ormai lontano, che mai fu vinto.
Il pianto delle Ninfe
Dalla remota Arcadia giunge un canto,
un mesto, antico pianto delle Ninfe.
Nascoste fra le foglie, all’ombra del vento,
tacciono i loro volti,
ma ogni cuore, in petto,
palpita sotto la tenera scorza.
Per i sentieri brulli, nelle valli quiete,
s’ode un’eco sommessa, un respiro di pianto
che s’alza dagli alberi e dalle zolle,
dalle radici abbracciate alla terra,
dal tronco nodoso, dai frutti offerti,
dai fiori che il tempo avvizzisce.
È il pianto delle Ninfe, che scaturisce lento,
umile come la linfa, dai petali spogli,
e s’insinua ovunque, fra le vene verdi,
nutrendo l’aria e il suolo, il cielo e la terra,
in un abbraccio di silenzio eterno,
che tutto consola e tutto consuma.
L’Esperienza e l’Idea
Il pensiero,
audace sentinella dell’infinito,
si lancia a forgiare leggi solenni,
ad abitare strutture nitide,
direzioni inflessibili,
ma, nell’insondabile pozzo della realtà,
si frantuma come vetro.
Tra le spirali aggrovigliate dell’esistenza,
la mia mente stringe, disperata,
un timone che cede,
una bussola impazzita.
Così, trascinata nel vortice immenso
di ciò che è e di ciò che si trasforma,
onde confliggenti mi lacerano,
e io, semplice spettatrice,
mi vedo sopraffatta dalle onde implacabili
che si schiantano sul legno gracile
della mia percezione,
che vacilla, che cede,
che scompare.
Fotografia
Nell’oscillare perpetuo
di ciò che fu
e di ciò che è,
la realtà si dissolve,
scivola,
tradisce.
E l’immagine ferma,
come eco sbiadita,
raccoglie in sé
la polvere del tempo.
Muta.
Ordine / Armonia
Non è silenzio:
è ordine.Una trama viva,
natura,
totalità che respira
senza chiedere permesso
ai confini umani.
Radici sotto l’asfalto
La tracotanza:
parla forte,
occupa spazio,
chiama progresso
quello che è avidità.Incrina l’Equilibrio,
spezza qualcosa di sacro:
la Misura
che non faceva rumore.Eppure i legami restano,
inermi, ostinati:
radici sotto l’asfalto,
mani che non si vedono.Sono leggi antiche,
non scritte,
che presiedono al divenire dell’universo.E ricordano, semplici:
non possiedi la natura.
Ci appartieni.
